Vi ho raccontato della scuola e vi ho detto che vi avrei portati con me nel mio viaggio, ma chi sono io?
Mi chiamo Chiara Soligo, ho 27 anni e sogno da quando ero bambina di fare un periodo di volontariato umanitario in un paese lontano. Mio papà è medico e ho sempre sentito raccontare che aveva completato la formazione per partire come volontario in Africa, ma le vicissitudini della vita l’hanno poi portato a restare in Italia e a lavorare con le donne e per le donne. Così ho conosciuto anche una sua collega, una ginecologa che dirige un centro per le donne straniere. Le storie che vengono da lontano mi hanno sempre affascinata a tal punto da farmi commuovere, da farmi desiderare di ascoltarle potendo essere come un appendiabiti, su cui appoggiare un po’ di sofferenza e rivestirsi di panni più leggeri.
Ho sempre saputo che sarei partita. Non sapevo quando, ma sapevo che sarebbe arrivato il momento giusto.
Ora faccio la psicologa e ho lavorato per diverso tempo con persone straniere provenienti da tutte le parti del mondo. A loro devo tantissimo, perché oltre ad avermi portata a cambiare in continuazione il punto di vista da cui guardo le cose, mi hanno regalato racconti della loro cultura, del loro modo di vivere, delle loro tradizioni. Mi hanno regalato la felicità, riempiendomi il cuore di affetto e gratitudine e insegnando a una persona europea nata in una società privilegiata, che, come dicono gli inglesi “less is more”, che è il cuore che rende felici, perché è il cuore che ci rende umani.
Da sempre mi piace viaggiare, perché mi piace cambiare. Nessun posto al mondo mi ha cambiata quanto la Tanzania, dove ho fatto un viaggio meraviglioso la scorsa estate, incontrando bambini stupendi e giocando a nascondino tra le capanne.
L’Africa e il mio lavoro, mi hanno dato la spinta a capire che quel momento era arrivato. Così, questa primavera ho deciso di dedicare a questo progetto i mesi prima dell’inizio della mia scuola di psicoterapia, che mi obbligherà a stare in Italia. Tra tutte le realtà che ho contattato, l’associazione fondata anche da Gloria, mi ha conquistata. Non vedo l’ora di arrivare a Goiás e conoscere, finalmente “Asas de liberdade”


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