Pensando al Brasile vengono in mente le favelas. Ma cosa sono?
Le favelas sono delle vere e proprie baraccopoli, costruite spesso con scarti di materiali edili e ricoperte di lamiera. Si trovano spesso nelle periferie di tutte le città più grandi, sebbene le favelas di Rio de Janeiro siano sicuramente le più famose. Questi quartieri sono nati alla fine del XX secolo per ospitare contadini poveri dell’entroterra venuti a cercare ricchezza in città e ex-schiavi. Al giorno d’oggi si contano circa 600 favelas in tutto il Paese.

La prima favela nacque a Rio de Janeiro nel 1897 su una collinetta chiamata “Morro da Providencia”. Ma chi la fondò?

In un periodo di fragilità e crisi economica divennero diffusissimi i movimenti messianici, che per scagliarsi contro i governi predicavano che sarebbe arrivato l’Anticristo e che il mondo sarebbe finito.

il movimento più famoso fu quello di Antonio Conseilheiro, che si stabilizzò a Canudos nello stato di Bahia, formando un villaggio di circa 35.000 abitanti. qualche anni più tardi, il villaggio fu raso al suolo da 8000 soldati mandati dal governo, che temeva un colpo di stato per restaurare la monarchia. La città fu rasa al suolo e i suoi abitanti vennero sterminati.

Ai soldati sopravvissuti all’assalto era stato promesso di ricevere delle terre, che non arrivarono mai. Nell’attesa si trasferirono vicino a Rio sul “Morro da Providencia”, che iniziarono presto a chiamare “Morro da Favela”.

“Favela” è, infatti, il nome di una pianta infestante dall’effetto urticante, che c’era anche a Canudos. Di lì il termine!


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