L’infanzia ha numerosi diritti, poche responsabilità. D’altronde come prendersi responsabilità se si sa a malapena parlare?
Ma quando i bambini sono concepiti da altri bambini che succede? Chi si prende cura di un neonato quando la mamma ha ancora bisogno di cure e il papà, se non è molto più grande, non sa neanche cosa sia un bambino?
Non è che non si sappia come si fa, le misure di prevenzione gratuite ci sono, ma sembrano calate dall’alto in una cultura non ancora pronta ad adottarle. Manca l’educazione alla sessualità, perché è ancora considerata un tabù.

Molte persone non sanno che si può scegliere di avere figli, sanno che possono decidere di non averne più. L’aborto è illegale in Brasile, ma sono consentiti interventi di occlusione tubarica bilaterale, che portano a una sterilità permanente, vietati in Italia. Benché esistano i metodi contraccettivi, una cultura che vincola la sessualità alla riproduzione non permette che essi diventino una possibilità reale.

Allo stesso tempo la maternità è osannata come condizione ideale per una donna, come meta garantita di felicità. In una cultura ancora profondamente patriarcale, questo è il compito che le donne stesse desiderano assumere, spesso ignare della dura realtà che questa scelta, non tanto consapevole, comporta.
A 10/11 anni ci si inizia a preparare: dai 12 ai 14 anni si inizia a fare figli, perché Tia Chiara non ne hai?

Noi possiamo ingenuamente pensare che sia normale, che sia una caratteristica della cultura locale, ma la verità è che questa dura vita ha un prezzo carissimo, che spesso pagano i bambini appena nati e le bambine ingravidate, che sono costrette a rinunciare alla propria adolescenza.


Per quanto l’adolescenza sia un costrutto sociale e che nella nostra società sia talmente protratta da esitare nel paradosso opposto, è una fase fisiologica della vita, non può essere saltata. Ne deriva o un’immaturità estrema delle neo-mamme adolescenti che porta alla trascuratezza o all’abbandono dei figli o una maturità forzata ed esagerata, che poi si riscatta con gli anni a seguire nei casi migliori o che porta a implodere negli altri.
È un tema sicuramente molto difficile, di cui parleremo approfonditamente.

Voi cosa ne pensate? Potete scriverlo nei commenti.

P.s. Chiedo scusa al bellissimo G. che ho usato come pretesto per parlare di questo argomento. Nulla di tutto ciò ha alcun riferimento a questo bambino: la trovo semplicemente una bellissima fotografia.


2 risposte a “Madri bambine”

  1. Avatar Gianpaolo
    Gianpaolo

    Grazie Chiara per aver sollevato un problema tanto importante. Purtroppo non è di facile soluzione, bisognerebbe cambiare la cultura di un intero paese . Innanzi tutto occorrerebbe rendere legale l’aborto, anche se personalmente penso che debba essere sempre una soluzione “ estrema” e non essere usato come metodo “contraccettivo”. Inoltre fare educazione sentimentale e sessuale nelle scuole di ogni ordine e grado con programmi adatti all’età dei bambini/ ragazzi. Il dibattito è aperto….Anche in Italia bisognerebbe fare educazione ai sentimenti e sessuale nelle scuole. Glória

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    1. Avatar comasasdeliberdade

      Grazie Gloria per la tua riflessione: la condivido in pieno. Credo che il più grande limite stia nella mancanza di educazione sessuale e affettiva in una cultura ancora profondamente patriarcale. Non è così possibile porre le basi per l’autodeterminazione femminile. L’aborto per quanto illegale, rimane appannaggio delle donne più ricche, ma laddove manca l’educazione, laddove non si ha consapevolezza dei propri diritti, come lottare per ottenerli? In Italia, purtroppo, l’educazione alla sessualità e all’affettività viene effettuata solo in alcune scuole, specialmente nelle zone centrali delle città maggiori. Investire nella prevenzione sul territorio nazionale, porta a un grande risparmio a livello di costi di salute pubblica, ma purtroppo una cultura ancora molto ancorata alla religione cattolica come quella italiana fatica a accettare che si possano trattare questi temi. E’ un tema complesso, ma ci sarà modo di approfondirlo!

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