Il 12 ottobre in Brasile è festa nazionale. Si celebra Nossa Senhora Aparecida, la patrona del Brasile.

La storia di questa santa è legata a un miracolo. Nel ‘700 i grandi potenti del Portogallo e i governatori degli Stati federali si recavano nello stato del Minas Gerais a cercare l’oro. Un giorno nella città di Ouro Preto si attendeva la visita del governatore dello Stato di São Paulo e alcuni pescatori furono mandati a pescare per il banchetto.

Andarono a pescare nel fiume Paraíba, dove da tempo non si trovavano pesci. Dopo vari tentativi, gettarono le reti a Porto Itaguaçu: non pescarono nessun pesce, ma la statua di una Madonna senza testa. Gettarono di nuovo le reti e pescarono la testa, cosiddetta “Aparecida”. Gettarono le reti un ultima volta e queste si riempirono di pesci. Forte è l’eco biblica di questo miracolo, che rimanda al passo del Nuovo Testamento di Gesù e i pescatori.

Da allora la statua è diventata oggetto di culto e oggi viene conservata nel Santuario di Alarecida, nello stato di São Paulo. E il più grande santuario mariano del mondo: può ospitare fino a 45.000 persone.


La santa è rappresentata come una santa nera. La statuetta della santa rinvenuta dal mare si era infatti ossidata,
diventando nera. La comunità nera, costretta a convertirsi al Cristianesimo dai colonizzatori trovò nel colore della pelle della santa un importante modello in cui identificarsi.

Molti devoti dicono di aver ricevuto altri miracoli della Santa. Per questo ogni anno si va in pellegrinaggio a renderle
omaggio. Alcuni camminano senza scarpe, altri salgono le scale in ginocchio. Nello Stato di Goiás la Chiesa di Nossa Senhora Aarecida è collocata all’inizio della Cidade de Goiás e meta dei pellegrinaggi dalla città stessa e dalla vicina Itaberaì. Questa notte Romilda, Cìntia, Letìcia ed io come accompagnatrice siamo partite da casa alle 3 di notte e siamo arrivate alle 5.30 alla Chiesa, dove si teneva una messa per i devoti.


Lascia un commento