Chi mi conosce sa del mio impegno nei confronti delle minoranze discriminate e sa che negli ultimi anni mi sono occupata molto di violenza sulle donne, scrivendo la mia tesi e lavorando in un centro antiviolenza. Così, ho deciso di investire parte del mio tempo qui a Goiás per le donne che abitano questa città. Ho iniziato a collaborare volontariamente con il centro antiviolenza della città, CEAM – Centro Especializado de Atendimento à Mulher.

Nel mondo 1 donna su 3 è vittima di violenza e nella maggior parte dei casi questa si consuma all’interno delle mura domestiche. Qui a Goiás moltissime donne vengono picchiate dal compagno, costrette a lavorare per tutta la famiglia, costrette a rapporti sessuali non voluti, private del proprio denaro e isolate dalla famiglia. Molte altre subiscono minacce di morte o vengono effettivamente uccise.

I tradimenti sono all’ordine del giorno, tanto che viene quasi considerata abitudine che un uomo possa tradire la propria compagna. Avevo già parlato del problema della contraccezione parlando di gravidanze precoci, ma senza soffermarmi sull’altro lato della medaglia di questa mancata attenzione. Tradire non vuol solo dire compromettere la fiducia di una donna o mancarle di rispetto, ma spesso significa portarle malattie. Sono ancora altissimi i contagi da HIV e i casi in cui si manifesta la malattia vera e propria da AIDS.

Pensate ora allo stereotipo più triste che si ha in Europa sui brasiliani: la prostituzione esiste, perché esiste un grande mercato. Tante ragazzine sono coinvolte nella tratta qui in Brasile oppure oltreoceano, talvolta con promesse illusorie di arricchimento o di studio in Europa, altre scegliendolo come mercato e ritrovandosi vittime della propria scelta senza vie d’uscita.

Insomma, in tutto il mondo le donne devono stringere i denti per riconoscere e far rispettare i propri diritti. Sono felice di poter dare il mio contributo anche qui al fianco delle donne che hanno bisogno di non sentirsi sole.

Nella fotografia Romilda mi ha accompagnato a conoscere l’equipe del CEAM. Collaborerò con Débora, una psicologa del centro e mamma di un bambino della scuola. Non vedo l’ora!


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