I bambini ci insegnano. Se ci mettiamo con calma ad ascoltarli, se dedichiamo loro tempo, attenzioni e affetto, ci sanno indicare come possiamo aiutarli.
Molti bambini hanno vite difficili, dolorose e solitarie. Sono circondati da persone, da animali, a volte anche da molti giocattoli. Hanno tutto, ma non hanno niente. Un ambiente pieno e un vuoto gigantesco dentro. Avrebbero bisogno di coccole e di sentirsi ascoltati, ma gli adulti non hanno questo tempo per loro, a volte per disinteresse, ma altre semplicemente per il troppo lavoro o altre circostanze di vita.
Altri bambini non hanno mai avuto nessuno, non sanno neanche a che porta bussare quando hanno bisogno.
Sono bambini vecchi, che della vita hanno già capito tanto. Portano con sé una tristezza talmente profonda, che spaventa gli adulti.
Portano avanti dei tentativi disperati per mettere insieme i pezzi della loro vita, sono inconsolabili, a volte anche aggressivi. Le tentano tutte perché non sanno proprio come fare per essere ascoltati. Mettono alla prova gli adulti, perché non hanno bisogno di un ascolto qualunque, ma di un cuore che sia disposto a reggere quella sofferenza.
Tomasello, uno psicologo italiano, parla dei bambini come “altruisti nati”: la cattiveria non appartiene all’infanzia, la ricerca di attenzioni, il bisogno di amore e una vita tragica sì! Ci si indurisce con il tempo, con le attenzioni mancate.
Andare oltre ai singoli comportamenti per capire quale messaggio nascondono, può essere vitale per un bambino. Altrimenti questi finirà per identificarsi proprio con quei comportamenti disperati che mette in atto solamente per chiedere aiuto. Si identificherà con la rabbia che prova e con l’aggressività che agisce, con la tristezza sconfinata e con le crisi di pianto, con il fatto di non valere nulla e di non essere bravo in nient’altro se non in quello attraverso cui ha imparato a misurarsi.
Qui la scuola ha un ruolo fondamentale: capire il bambino nella sua individualità, creando dove necessario dei percorsi individualizzati. Quando il cuore è troppo pieno di sofferenza, come si può studiare? La sofferenza distrae se non si riesce a metterla da parte: esiste solo lei, si vede solo lei! Per questo una scuola che educhi, degli insegnanti che si pre-occupino degli alunni, degli adulti di riferimento sono fondamentali per i bambini che hanno storie difficili. Possono rappresentare quell’unica occasione che li porta a scegliere un futuro migliore.
Tengo a precisare che l’immagine usata non ha riferimento nel testo. Ho scelto questa bella fotografia per accompagnare il testo.

