Cari Amici del Quilombo, che leggete queste mie parole, vi scrivo dopo una pausa necessaria. La mole di lavoro si è fatta sentire i giorni scorsi, ma voglio raccontarvi di un altro luogo incredibile che ho avuto la fortuna di conoscere nello stato di Goiás.

Se in Italia si festeggiano Tutti i Santi il 1 novembre qui si festeggiano i Morti il 2. Abbiamo avuto un ponte di quattro giorni, che mi ha permesso di andare a visitare la Chapada dos Veadeiros, il suo Parco Nazionale e le bellissime cittadine alternative di São Jorge e Alto Paraíso.

Si tratta di un complesso di cascate e colline nel bel mezzo del cerrado. La vegetazione è incredibile: cambia in continuazione con piante tropicali centenarie e liane arzigogolate che non si capisce se stiano salendo o scendendo dagli alberi. Molte sono le cachoeire, delle cascate meravigliose dalle tonalità del verde e dell’azzurro – nella fotografia la Cachoeira do Segredo.

Per visitare il Parco Nazionale è consigliata una guida, che racconta la storia del parco. Le mie amiche ed io ci siamo trovate molto bene con la nostra, che ci ha accompagnate e raccontato curiosità sulle piante e i cristalli. Sono molte, infatti, le buche per la ricerca dei cristalli. La terra è molto ricca! Tuttavia, se il vostro livello di allenamento è alto, potete eseguire i trekking del Parco in autonomia, sapendo, però, che vi perderete tutte le curiosità.

La Chapada dos Veadeiros accoglie gente di tutti i tipi. Ho trovato un cartello che recita: “lugar pequeno, gente grande”. Mi racconta Vitor, la nostra guida, che a São Jorge, una cittadina di 3000 abitanti, la gente non vive lì da generazioni, ma la sceglie come patria e non se ne va più. Capisco il perché. Hippie, viaggiatori, avventurieri, amanti della natura, appassionati di cristalli e discipline esoteriche, ma anche artisti trovano a São Jorge e Alto Paraíso dei luoghi in cui potersi esprimere e identificare. Pena l’aumento dei prezzi degli ultimi anni, che ha costretto molti di loro a spostarsi altrove.

Stare a contatto con la natura è sempre rigenerante: si trovano in essa delle risposte che non si pensava neanche di cercare. Ma per una viaggiatrice come me, conoscere altri viaggiatori con cui condividere le mie sensazioni e le mie esperienze è stato un prezioso regalo. Conoscere altri volontari e incontrare persone che credono in un mondo semplice, ma fatto di valori forti è stato ossigeno. Così, ho scritto il testo che segue: vi ringrazio e vi auguro una buona lettura!

Noi viaggiatori siamo un po’ così.
Gente un po’ espansiva, un po’ solitaria.
Abbiamo la testa sempre in cerca di stimoli, i piedi andanti e il cuore a cui resta sempre un po’ di vuoto da colmare.
Nel mondo troviamo noi stessi e il mondo trova se stesso in noi, così permeabili.
Ci portiamo dentro un puzzle di cui riconosciamo qualche tesserina alla volta, magari in un altro continente, con altre persone.
Sappiamo amare e sappiamo salutare.
Sappiamo che al di là di tutto ci portiamo un fuoco dentro che ha bisogno di essere alimentato.
Siamo persone difficili, perché è difficile farci stare tra le righe. Sviamo quando possiamo dalla monotonia dell’abitudine, ricercando l’intensità dell’ignoto.
Abbiamo sete di conoscenza come abbiamo bisogno di respirare.
Non ci accontentiamo di un punto di vista, vogliamo capire anche quello che non riusciamo ad assumere.
Facciamo errori, incontriamo imprevisti, rimaniamo bloccati. Ma le forze che ci saranno servite per affrontarli, saranno quelle che utilizzeremo nel prossimo viaggio.
Le persone che avremo incontrato faranno parte di noi, perché noi viaggiatori abbiamo sempre tante case in giro per il mondo, tante persone con cui condividiamo storie e momenti di vita. Chi per un momento, chi per una vita, il nostro cuore è fatto per essere scolpito. Ma ci sarà sempre una parte libera, che solo la propria compagnia può plasmare.

Grazie a voi che mi seguite in questo viaggio e avete voglia di farvi raccontare le meraviglie di questa terra e di questa gente.

Alla prossima,

Chiara


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