Lenti sono gli arrivi. Si percepisce piano il luogo in cui si sta mettendo piede per la prima volta. Soprattutto, come nel mio caso, se si arriva in macchina, si vede il paesaggio cambiare rapidamente, si rimane incollati al finestrino a farsi impressionare dalle novità.
Sono arrivata in aereo a Goiania, dove ho subito conosciuto Cíntia e sua figlia Leticia e Romilda e suo marito António. Cíntia e Romilda sono due delle maestre della scuola, che lavorano lì fin dalla sua fondazione.
Era ora di pranzo e ci siamo fermati in un ristorante tipico, dove c’era un grandissimo buffet da cui ci si serviva e si pagava il cibo messo sul piatto al peso.
Goiania è una città molto semplice, per quel poco che ho visto, con pochi negozi e bar, ma soprattutto con pochissima gente per strada. Mi hanno detto, infatti, che è pericoloso muoversi a piedi: si va in taxi o in Uber, se non si ha la macchina.
I colori di questa terra, i negozi arrabattati sulla strada, gli uomini nella penombra delle case seduti su sedie di plastica, i cani randagi e l’artigianato locale esposto sulla strada, mi hanno ricordato Arusha, in Tanzania. Con la differenza che qui ci sono meno persone per le strade e hanno tutte le scarpe, o le Havaianas, ai piedi.
Mai avrei immaginato la gioia che mi potesse dare vedere una terra che combina insieme il rosso mattone, il beije e l’ocra delle rocce: con il verde della vegetazione, degli aranceti e delle coltivazioni di soia, e le nuvole alte nel cielo, il paesaggio riflette una luce unica.
Nella strada che da Goiânia porta alla Cidade de Goiás, abbiamo attraversato altre città: Inhumas, Itaçu e Itaberai, diventata una meta che attira molte persone per gli allevamenti e il commercio di pollame.
Finalmente siamo arrivate a casa: abiterò a casa di Cíntia per questi mesi. È una casa molto semplice e molto carina. Cíntia mi ha detto che nei prossimi giorni monta un’amaca nel cortiletto e penso che diventerà il mio posto preferito in casa.
La Cidade de Goiás è molto caratteristica e al tramonto si tinge di colori meravigliosi. Le case ricordano molto il centro del Portogallo, soprattutto l’architettura tipica dell’Alentejo. Si incontrano poche persone, ma è un luogo in cui è molto sicuro camminare da soli, diversamente da Goiânia. Il centro è piccolino e i piccoli negozietti non hanno porte né finestre. Nella piazza principale c’è un edificio a pianta ottagonale, che sembra un monumento storico: in realtà, dentro c’è un gelataio che vende degli ottimi sorbetti di frutta tropicale.
Nei bar e nei ristoranti si beve birra e la tipicissima caipirinha e si mangia molta carne, ma anche molti legumi con riso e patate.
Mi sento già a casa con un popolo così accogliente!

